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Fungicidi per difendere le vostre piante

Fungicidi per difendere le vostre piante

Al fine di controllare le malattie delle piante in agricoltura, si consiglia vivamente l'uso di fungicidi, i quali altro non sono che una particolare categoria di pesticidi volti a contrastare gli agenti patogeni che possono interessare i vari tipi di coltura.

I fungicidi si rivelano pertanto necessari ed efficaci nel combattere la malattia in un periodo delicato per la coltura, corrispondente alla sua formazione e sviluppo,  inoltre si rivelano fautori dell'aumento di produttività delle colture, così come di aumento della durata di conservazione della frutta raccolta, ma anche di verdure, tuberi, e semi.

Altra funzione fondamentale dei fungicidi è quella di annientare ogni rischio di malattia e di avvelenamento per uomini e animali.

È opportuno massimizzare l'efficacia dell'azione fungicida applicando il prodotto ai primi segnali dei sintomi di malattia della pianta, dato che i danni apportati dalla malattia a quest'ultima non vengono successivamente in alcun modo compensati. I farmaci fungicidi sono disponibili in varie forme: gassosa, liquida, oltre a polvere e pastiglie.

Vediamo quali sono, a tal proposito, le soluzioni maggiormente adottate in agricoltura. Per il trattamento di piantine, bulbi, semi, abbiamo innanzitutto la preparazione fundazol, in polvere: essa si caratterizza per un ampio raggio d'azione, è da diluire in acqua, in rapporto 1 grammo per ogni litro. Vi è poi la soluzione Maxim-COP, efficacemente utilizzata per condire le patate nella fase antecedente alla semina, si tratta di una soluzione non tossica per piante, insetti, uccelli, ma lo è per i pesci, non a caso è vietata l'introduzione di Maxim-COP nelle acque. In fase di prevenzione è invece opportuno l'utilizzo di fitosporin-M, soluzione caratterizzata da un grado molto basso di tossicità, da notare come non sia pericoloso per le api.

Riguardo al trattamento rivolto al terreno, preparato a solchi o fori, o suddiviso su più piani, si preferisce solitamente l'uso di fungicidi liquidi per garantire la massima impregnazione, e in tal caso il fungicida viene spruzzato tramite irrigazione a goccia, o in forma di spray attorno alla base della pianta.

Per il trattamento del fogliame, e, in generale, delle parti aeree della pianta, è utilizzato lo spruzzatore, siano essi di piccolo formato, o viceversa, del formato più ampio, da utilizzare con l'impiego del trattore. È possibile poi la somministrazione negli alberi tramite la procedura d'innesto. Infine, nelle serre, gli impianti di trasformazione all'interno rilasciano i fungicidi sotto forma di gas, metodo dall'efficacia particolare quest'ultimo, poiché il gas fungicida arriva a ricoprire tutta l'area ricoperta dalla serra, e rivestendo completamente il volume di spazio interessato dalla serra, in ogni sua parte.

Riguardo a particolari tipologie, i fungicidi di tipo Topaz sono applicati come misura preventiva, con una vasta gamma di utilizzo; essendo tossico per gli insetti, si tenga conto che il suo impiego è categoricamente vietato nel periodo di fioritura delle piante. Con il fungicida di tipo Vectra, si previene, ma si cura anche, la formazione dei funghi patogeni sulla pianta; non è affatto tossico per le piante e presenta un grado di tossicità molto basso per l'uomo e gli animali. Riguardo alla soluzione Home, essa costituisce un fungicida ad ampio spettro d'azione, ed è permesso utilizzarla entro le tre settimane prima della raccolta.

Troviamo infine lo zolfo colloidale, formato in polvere che si rivela particolarmente adatto a combattere l'oidio e la ticchiolatura; non essendo tossico, il suo utilizzo è consentito dalla normativa in vigore anche fino a due giorni dalla raccolta. In generale, i fungicidi possono uccidere i funghi, danneggiandone la membrana cellulare o rendendone inattivi enzimi fondamentali per la vita del fungo, o bloccandone proteine che assumono un ruolo chiave in funzioni vitali per il fungo stesso (quali la funzione energetica o respiratoria). Vi sono altri rimedi che non incidono direttamente sul fungo, ma sulla pianta che li ospita e che desideriamo curare.

Sarebbe opportuno rafforzare le difese immunitarie delle piante attraverso l'induzione di segnali chimici aventi la funzione di attivare meccanismi di difesa che si traducono biologicamente in manifestazioni quali l'ispessimento delle pareti delle cellule (che risultano in tal modo maggiormente protette) e lo sviluppo di difese naturali che sono proprie della pianta stessa, vale a dire le proteine antifungini, pervenendo all'immunità biologica rispetto agli organismi patogeni.

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