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Semi lavanda: come coltivarla nel tuo giardino o balcone

Scopri le caratteristiche e i segni particolari della lavanda

Semi lavanda: come coltivarla nel tuo giardino o balcone

Dai semi di lavanda la fragranza dei ricordi

Se Amleto non fosse stato ambientato in Danimarca (dove fa troppo freddo e la luce non basta per farla crescere), forse Shakespeare avrebbe fatto citare ad Ofelia anche lo spigo fra le essenze che stimolano i ricordi. Quando si pensa ad una fragranza rilassante, gradevole per chiunque, delicata ma persistente senza essere fastidiosa e che viene spesso associata alla memoria e ai ricordi, è questa infatti la pianta che viene in mente. Dai semi di lavanda si ottengono delicati infusi usati per conciliare il rilassamento e il sonno; i fiori seccati si raccolgono per sfruttarne l'aroma nei pot-pourri insieme ad altre essenze oppure da soli, in sacchetti profumati che già le nonne nascondevano in mezzo alla biancheria, per profumarla e tenere lontane le tarme, e che rimandano ad un passato meno frenetico.

Inoltre, le spighe raccolte in mazzetti si usano per creare composizioni di fiori secchi e decorare gli ambienti, e i fiori seccati si usano come ingrediente nei biscotti a forma di cuore regalati per San Valentino.

La coltivazione dà molte soddisfazioni sia in pieno campo sia su un terrazzo o su un balcone; infatti, questa pianta non è eccessivamente esigente, sono disponibili moltissime varietà fra cui scegliere e dai differenti tipi di semi di lavanda nasceranno piante con sfumature di colore dal blu al viola, dal profumo leggermente diverso e dalle spighe con forme a loro volta differenti.

Caratteristiche dei semi di lavanda

Ciò a cui questa pianta non può assolutamente rinunciare è l'abbondanza di luce e un terreno piuttosto sabbioso e permeabile: probabilmente l'immagine per antonomasia quando si pensa allo "spigo" - un tempo quest'essenza mediterranea era nota anche con questo nome - è quella delle coltivazioni intensive dei campi della Provenza, regione in cui si trova anche (a Grasse) un museo della profumeria incentrato sulla produzione di essenze e eau de toilette che sfruttano questo fiore.

Nasce anche spontanea in varie regioni con clima mediterraneo, ma se si vuole coltivarla è meglio sapere che le piante nate dai semi di lavanda preferiscono climi caldi e secchi ed inverni piuttosto asciutti, le cui temperature non scendono molto, idealmente cioè zone lungo una costa soleggiata. Naturalmente però, con un po' di attenzione e qualche accorgimento, si possono lo stesso creare le migliori condizioni possibili per la coltivazione.

La coltivazione a partire dai semi di lavanda

Innanzitutto, se si semina in piena terra, si scelga il luogo più soleggiato disponibile - a questa pianta servono almeno 8 ore di luce al giorno - e se necessario il terreno deve essere ammendato arricchendolo di sabbia, in modo che diventi soffice e permeabile perché la lavanda proprio non sopporta i ristagni d'acqua. Inoltre, se possibile è meglio seminare in un terreno alcalino, con valori compresi fra 6,5 e 7,5 pH, lavorarlo per renderlo leggero e prevedere la necessità di una certa protezione dal vento, perché la pianta resiste abbastanza bene ma non senza danni alle spighe.

Quindi, si può finalmente passare alla messa a dimora dei semi di lavanda, in pieno campo fra aprile e giugno, con eventuale trapianto e diradamento a partire da maggio.

I semi vanno interrati a circa 1 centimetro di profondità, mantenendo circa 50 centimetri di distanza fra le piante e 70 tra le file: come si sa, una volta cresciute (e in altezza arrivano fino a 1 metro), le piante hanno bisogno di un certo spazio tutto intorno, anche perché alcune spighe nuove tendono a nascere verso l'esterno. Si può fare a meno delle fertilizzazioni, mentre è soprattutto importante fare attenzione alle annaffiature: né i semi di lavanda appena dopo l'impianto né la pianta durante il suo sviluppo devono essere soffocati dall'eccesso d'acqua, ma è sufficiente bagnare il terreno quando si è asciugato.

La pianta coltivata da seme produrrà fiori dopo circa 3 mesi e anche la coltivazione in vaso non pone speciali problemi - al contrario. Infatti, si può avere un maggiore e più immediato controllo da subito sia sui livelli di umidità del terreno, sia sulle protezioni con cui contrastare eventuali raffiche di vento molto intenso - se si tratta di pochi vasi trasportabili, è sufficiente ripararli dentro casa o comunque al chiuso finché il tempo migliora.

Circa il mantenimento, si tratta di un'essenza che può vivere vari anni, e per la quale si deve prevedere una potatura primaverile di circa 1/3 dell'altezza, per eliminare i rami secchi e per darle una forma più compatta - la lavanda tende ad aprirsi, e i rami nuovi cresciuti su quelli non potati dell'anno prima saranno troppo lunghi e fragili.

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