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Anguria

Nome botanico: Citrullus lanatus

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L'anguria viene chiamata molto spesso cocomero: appartiene alla famiglia Cucurbitacee: si tratta di una pianta annuale e rampicante, con grandi foglie ricoperte di peluria.

Origini e storia

Originaria delle regioni tropicali dell'Africa, si caratterizza per un frutto massiccio che è una falsa bacca: in media si attesta sui 20 chili di peso, ha una forma ovale o rotonda e una buccia dura, verde striata e liscia. La polpa è rossa, ma a seconda delle varietà può assumere un colore bianco, arancio oppure giallo. Infatti esistono più di 1200 varietà di anguria, che si differenziano per il colore e il peso del frutto: questo va da un minimo di un chilo a un massimo di oltre 90 chili. In ogni caso l'anguria è ricca di semi e cresce da maggio a settembre.

Entrambi i nomi con cui si indica questo frutto derivano dalla parola “cetriolo” (rispettivamente dal greco “angoúrion” e dal latino “cucumis”): viene usato il primo termine in Sardegna e nell'Italia Settentrionale, mentre in Italia Centrale si usa per lo più il nome cocomero.

Non si sa quando è stata iniziata la coltivazione dell'anguria, tuttavia questa pratica è stata registrata per la prima volta in una tavoletta egizia risalente a quasi 5000 anni fa. Dal X secolo d.C. la pianta si diffuse in Cina, al giorno d'oggi il maggior produttore al mondo, mentre fu introdotta in Europa dai Mori nel Duecento. Secondo l'esploratore David Livingstone l'anguria sarebbe originaria del deserto del Kalahari, dove cresce ancora oggi selvatico e in maniera diffusa.

Proprietà nutritive e benefici dell'Anguria

L'anguria è il frutto estivo per eccellenza e apporta molti benefici benefici all'organismo. Anche se contiene poche calorie ha un buon quantitativo di zuccheri, pari all'8%, e vitamine: in particolare sono presenti soprattutto il fruttosio (da qui il sapore dolce della polpa) e le vitamine C, A, B e B6. Inoltre ha un contenuto di licopene superiore a quello dei pomodori: di conseguenza il consumo di anguria aiuta a prevenire il tumore al pancreas.

Questo antiossidante protegge anche le cellule del corpo dall'invecchiamento e dai radicali liberi; allo stesso tempo abbatte i livelli di colesterolo cattivo così da prevenire malattie cardiovascolari.

Un consumo giornaliero di cocomero in estate consente di proteggere la pelle dai raggi ultravioletti del sole e stimola l'attività celebrale, grazie agli alti contenuti di vitamina B6.

Utilizzo dell'Anguria in cucina

L'anguria è uno dei frutti simbolo dell'estate non solo perché cresce in questa stagione; infatti è composta per oltre il 90% di acqua e quindi risulta un alimento rinfrescante e con un minimo apporto calorico. In genere viene consumata fresca appena tagliata a fette, ma può risultare l'ingrediente principale di un gran numero di ricette, tutte gustose e capaci di dare sollievo dalla calura estiva.

Ad esempio l'anguria serve per realizzare ottimi sorbetti, frullati e gelati in modo semplice e molto veloce. Inoltre è possibile aggiungervi un altro prodotto estivo molto apprezzato come la sangria, così da ottenere un aperitivo originale e rinfrescante.

In alternativa si può servire il cocomero come dessert sotto forma di gelato o di aspic: in questo modo anche chi è a dieta può assaporare un momento dolce. Infine questo frutto è uno degli ingredienti con cui si preparano gustose e rinfrescanti macedonie. Nelle zone dal clima tropicale è comune servire su un vassoio l'anguria tagliata a cubetti insieme a papaya, ananas e mango.

Curiosità

L'anguria è sempre stato un frutto molto apprezzato, fin dai tempi dell'antico Egitto: qui era considerata di origine divina, in quanto nata dal seme del dio Seth. Anche per questo ne sono stati trovati esemplari all'interno delle tombe dei faraoni: dovevano servire a nutrire l'anima dei sovrani defunti nel loro viaggio verso l'oltretomba.

Presso i beciuani l'anguria è una pianta sacra, in quanto si considerano purificanti le sue foglie: di conseguenza, prima di effettuare il raccolto, in una giornata di gennaio i maschi adulti della tribù schiacciano le foglie e applicano il succo sull'ombelico e sugli alluci.

Quindi purificano con lo stesso liquido i membri della propria famiglia: solo dopo la fine del rito si possono raccogliere i frutti e mangiarli.