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Basilico

Nome botanico: Ocimum basilicum

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Il basilico è una pianta aromatica originaria dell'India. Il suo nome scientifico è "Ocimum basilicum" e deriva dal greco basilikon, ovvero "pianta regale". La coltivazione del basilico è molto semplice. È sufficiente scegliere un terreno fertile e non eccedere nell’innaffiatura.

Il periodo propizio per interrare i semi è tra marzo e aprile, mentre se la coltivazione avviene nell’orto è preferibile aspettare il mese di maggio, quando non vi sono più gelate notturne che possono compromettere la germinazione, che avviene solitamente entro 15 giorni. La pianta preferisce temperature comprese tra i 21° e i 26° gradi, ma si adatta facilmente anche in climi più freddi, purché venga esposta in pieno sole. La fioritura avviene da giugno fino a settembre. Per ottenere una crescita più rigogliosa e prolungata, bisogna cimare le foglie più in alto ed eliminare i fiori. Infatti, essendo una pianta annuale, una volta che i fiori fruttificano, cioè producono i semi, essa conclude il suo ciclo vitale.

La frequenza dell’innaffiatura dipende dal clima, l’importante è non fare ristagnare l’acqua senza lasciare che il terreno diventi però troppo secco.

Origini e storia

Sull’etimologia del nome vi sono alcune teorie. Alcuni pensano che derivi dal suo impiego nella produzione di profumi per il re; secondo altri si tratterebbe di un appellativo legato alle sue molteplici proprietà. Infatti, già nell’antichità veniva apprezzato sia per l’aroma che per le sue virtù benefiche.

È una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Lamiaceae che può raggiungere i 60 cm di altezza. Le sue foglie ricche di oli essenziali, hanno una forma ovale le cui dimensioni variano in base alla specie. Il colore può essere verde o violaceo, come in alcune varietà del sud America. Ne esistono numerosi tipi, molti dei quali ottenuti mediante incrocio tra le specie.

Quelli più diffusi sono il basilico gigante, a foglia di lattuga bolloso, la varietà a foglie crespe e quella a foglie piccole e compatte.

Proprietà nutritive e benefici

Esso possiede molti minerali, vitamine e grassi omega-3, preziosi per contrastare l’attività dei radicali liberi. Fin dai tempi più remoti al basilico sono state riconosciute molte proprietà terapeutiche. Nell’antica medicina ayurveda era considerato un vero e proprio elisir di lunga vita, e in effetti i disturbi che può curare sono molti. Ad esempio grazie al magnesio che favorisce il rilassamento dei muscoli e dei vasi sanguigni, è un ottimo alleato del cuore. L’eugenolo, la sostanza che gli conferisce il caratteristico aroma, agisce come un antinfiammatorio naturale favorendo la digestione, contrastando le infezioni intestinali e l’alitosi. Si può utilizzare contro l’influenza, gli spasmi gastrici e la nausea.
Fa passare il mal di testa respirandone i vapori dopo avere versato un paio di cucchiai di foglie secche nell'acqua bollente. Dalla sua distillazione si estraggono oli essenziali dall'elevata capacità antibatterica, particolarmente efficaci per curare le infezioni dell’orecchio e della gola.

Utilizzo del basilico in cucina

Il basilico è utilizzato in tutte le cucine del mondo, ma curiosamente proprio nel suo paese d’origine si coltiva prevalentemente come pianta ornamentale, in quanto è considerato la rappresentazione della dea Lakshmi, sposa di Vishnù.

In Italia è un ingrediente presente in molte ricette, con cui si preparano sughi e salse. Tra questi il più famoso è il pesto genovese ottenuto triturando le foglie fresche unite all’aglio, pinoli, formaggio e olio d’oliva. Una sua variante è il pesto alla siciliana, ai cui ingredienti classici vengono aggiunti foglie di sedano, prezzemolo, pepe e pomodorini ciliegia.

Il basilico va utilizzato preferibilmente fresco ed aggiunto alle pietanze solo a fine cottura. Le foglie si possono conservare in vario modo: essiccate, in vasetto sott’olio, oppure congelate dentro un contenitore chiuso ermeticamente.

Curiosità

Le leggende nate intorno al basilico sono generalmente riconducibili alle sue virtù terapeutiche.
Nel mondo classico lo si riteneva in grado di favorire il concepimento, motivo per cui gli vennero attribuite anche proprietà afrodisiache. Inoltre era considerato l’antidoto al morso del basilisco, probabilmente per via della somiglianza dei nomi. In alcune culture orientali si pensa che i rami fioriti portino pace e armonia familiare e per questo vengono messi in vasi all’interno delle stanze. Unica eccezione, nell’isola di Creta è utilizzato come simbolo di lutto.