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Carciofo

Nome botanico: Cynara cardunculus

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Il Carciofo è una pianta dalle mille virtù

Origini e storia

Il suo uso era ben noto già nell'antichità, sia in Medio-Oriente che in Europa, tra gli antichi greci (che lo chiamavano "Ankinara") come tra i romani, che ne conoscevano e apprezzavano le qualità medicinali così come il gusto stuzzicante.
Il suo nome scientifico è Cynara Scolymus e appartiene alla famiglia del cardo (Asteraceae).
Presenta molteplici varietà, classificate secondo le dimensioni, il colore, la presenza o meno di spine e la stagionalità. Le varietà autunnali, più pregiate, si prestano al consumo fresco; quelle primaverili vengono in genere destinate all'industria conserviera e vengono venduti surgelati o in scatola. Tra le varietà spinose ricordiamo il ligure e il sardo, tra quelle senza spine il celebre romanesco. Quello di Paestum è un prodotto italiano d'eccellenza e ha ottenuto l'Indicazione Geografica Protetta (IGP) da parte dell'Unione Europea.

Proprietà nutritive e benefici del carciofo

Presenta un basso contenuto di calorie e grassi; 100 g di questo ortaggio apportano solo 47 calorie. Rappresenta un'ottima fonte di fibre e aiuta in caso di costipazione; riduce i livelli di colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo "cattivo") legandosi ad esso nell'intestino e contribuendo a ridurre i rischi di cancro al colon, impedendo l'assorbimento di sostanze tossiche.
La cinarina, di cui è ricco, migliora la secrezione biliare, a tutto beneficio del fegato. Contiene vitamine e acido folico, utilissimo, tra le altre cose, durante il periodo di pre-concepimento e nelle fasi iniziali della gravidanza in quanto aiuta a prevenire i difetti del tubo neurale nel neonato.
Il suo apporto di vitamina C aiuta il corpo a sviluppare una resistenza contro gli agenti infettivi e i radicali liberi. È ricco di vitamine K e B6 e di minerali essenziali quali rame, calcio, potassio, ferro, manganese e fosforo, nonché di composti flavonoidi antiossidanti. In breve, è una vera miniera di sostanze preziose per il nostro organismo. È estremamente utilizzato in ambito erboristico. Può essere consumato sotto forma di tisana, decotto o tintura madre per un'azione depurativa e detossinante.

Utilizzo del carciofo in cucina

Questo virtuoso ortaggio si presta a numerose preparazioni culinarie. È adatto per chi segue una dieta ipocalorica e a basso contenuto di grassi: consumato crudo in insalata o anche solo lesso, cotto con in acqua acidulata, è gustoso e nutriente. Un filo d'olio e del limone saranno sufficienti ad esaltarne il sapore.

Per chi non ha problemi di linea o non vuole rinunciare a gusti più decisi, la scelta è infinita: ripieni, fritti, al forno con piselli o patate, uniti ad altri ortaggi o formaggi in torte salate... il solo limite è la fantasia.

Un'idea per la cena? Prepararli in umido con le patate: sarà sufficiente mondarli, tagliarli a metà e rosolarli in padella con olio extravergine di oliva e uno spicchio d'aglio. Successivamente, quando avranno iniziato ad ammorbidirsi, andranno aggiunte le patate, mezzo bicchiere d'acqua, sale e prezzemolo. Una ventina di minuti in casseruola, una manciata di pepe e il risultato sarà sorprendente, leggero ma ricco di sapore.

Pochi ortaggi si rivelano altrettanto versatili e succulenti. Protagonista di primi prelibati, secondi stuzzicanti e contorni sfiziosi, si sposa bene con carne, pesce e abbinato ad altre verdure. Benessere, gusto e fantasia in un solo prodotto!

Curiosità

Non si tratta di un frutto, ma di un bocciolo: se lasciato crescere e non colto, si trasforma in un fiore dal colorito azzurro.

Una leggenda tramandata da Quinto Orazio Flacco ce ne narra l'origine: una bellissima ninfa, Cynara, viveva sull'isola di Zinari. Zeus, in visita da suo fratello Poseidone, non poté fare a meno di notarla e di sedurla. Ne rimase così estasiato che decise di fare di lei una dea, in modo che potesse essere più vicina all'Olimpo e potessero indugiare in lunghi incontri d'amore. Ma Cynara si ammalò presto di nostalgia e sentiva la mancanza di sua madre, per cui fuggì per una breve visita al mondo dei mortali; infuriato, Zeus le tolse il privilegio della deità e per punirla la trasformò nella pianta che oggi conosciamo.
Una piccola curiosità: il poeta Pablo Neruda, che apprezzava il gusto di questo prodotto dell'orto, gli ha dedicato un'ode: “Oda a la Alcachofa”.