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Cicoria

Cichorium intybus, è questo il nome latino di una pianta erbacea perenne, con fiorellini azzurri, meglio conosciuta come cicoria.

Origini e storia

La cicoria è utilizzata fin dagli albori della storia dell’uomo. L’etimologia del nome è sconosciuta e le ipotesi sono diverse: forse deriva dall’arabo chikouryeh, oppure dall’egizio kichorion parola formata da Kio = io e Chorion = campo, per gli antichi greci era kichora o kichòria. Non si saprà mai. È noto invece che Galeno, medico dell’antica Grecia, la consigliava per curare i disturbi del fegato. Il merito di fissare il nome in chicorium va al botanico Linneo che la classificò usando questo termine latino nella sua famosa pubblicazione “Species Plantarum” edita nel 1753.

Da allora la pianta di cicoria dai molti nomi è diventata ufficialmente Cichorium.

Con un’altezza compresa fra i venti centimetri ed il metro e mezzo, questo ortaggio si può trovare in ogni parte del mondo. Cresce dovunque e non ha bisogno di terreni o condizioni climatiche particolari. La cicoria si può trovare ad altitudini superiori ai mille metri o in vicinanza del mare.

La pianta classica ha originato molte apprezzate varietà di cicoria, tra le quali: il radicchio rosso di Chioggia e quello di Treviso, la barba di cappuccino e l’insalata catalogna, e l'indivia belga.

Proprietà e benefici della Cicoria

Alcuni produttori di birra aggiungono la radice torrefatta di cicoria per migliorare il sapore. Sempre dalla radice di cicoria può essere estratto del biocarburante perché l’amido contenuto può essere trasformato in alcool etilico. La cicoria può essere aggiunta al foraggio dato agli animali d’allevamento perché aiuta ad eliminare i parassiti dall’ intestino. Dalle foglie di cicoria può essere ricavato un colorante blu.
La cicorina contenuta, insieme ai sali minerali e alle vitamine, rende questo ortaggio utile per l’organismo umano, in quanto presenta proprietà astringenti e toniche, oltre che disintossicanti e disinfettanti. Combatte la sonnolenza e attiva la concentrazione. L’assunzione di cicoria è consigliata a chi soffre di colesterolo alto e di diabete, perché regola la quantità di zucchero nel sangue. Stimola la digestione e contrasta l’acne. È inoltre un toccasana per capelli, pelle, fegato e intestino. Consumata cruda, la cicoria, fornisce un buon apporto di vitamine mentre cotta agisce sulla peristalsi intestinale.

Utilizzo della Cicoria in cucina

Un etto di questo ortaggio dal sapore amarognolo fornisce solo 23 calorie. La varietà di cicoria selvatica, conosciuta con il nome di tarassaco o dente di leone è quella più ricca di vitamine e sali minerali. La cicoria si presta ad essere cucinata in vari modi. Alcuni esempi: dopo essere stata scottata in acqua calda, può essere ripassata in padella con poco olio, uno spicchio d’aglio e del peperoncino rosso, ed ecco pronto un contorno gustoso ed utile per combattere l’odiosa buccia d’arancia e rimuovere il grasso in eccedenza.
Un piatto tipico pugliese è un purè di fave e cicoria. Molto semplice da preparare: lavare bene circa quattro etti di fave, lessarle e quindi passarle al frullatore. Salare e pepare a piacere. A parte preparare la verdura in padella come indicato prima. Dare la forma preferita alla purea di fave e ricoprirla con le foglie cotte, in maniera da presentare un piatto piacevole alla vista e gradito non solo ai vegetariani.

Curiosità

Nel linguaggio dei fiori, la cicoria, rappresenta la frugalità e la temperanza. Quando un ragazzo pensava di dichiarare i propri sentimenti alla persona amata, metteva un poco di cicoria in tasca come portafortuna.

Una leggenda tedesca narra che una principessa lasciata dal suo cavaliere che le preferì una ninfa chiese di morire e di non rivedere più il traditore. Contemporaneamente le sue damigelle chiesero anch’esse di morire ma di essere sempre viste da chi aveva causato tanto dolore nella loro padrona, perché non potesse dimenticare mai. La loro richiesta venne accolta e mentre la principessa divenne un meraviglioso fiore bianco, le damigelle furono tramutate in fiori azzurri, quelli stessi fiori azzurri, della varietà di cicoria selvatica che si trovano dovunque lungo le strade e nei campi. Per questo in Germania questa pianta viene anche chiamata wegwart che significa guardiana delle strade.

Una diceria vuole che la varietà di cicoria selvatica sia capace di risvegliare l’eros nei maschi.
Durante l’ultima guerra, data la penuria di alimenti, un surrogato del caffè era preparato proprio con la cicoria. Chi non poteva permettersi i chicchi originali, prendeva la pianta, la tritava e la bolliva ed ecco pronta una bevanda gradevole anche se povera. In effetti questa preparazione era già conosciuta in Francia al tempo di Napoleone. A quei tempi era un sostituto oggi questo surrogato viene venduto per le sue proprietà intrinseche.

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