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Endivia

L'“endivia” anche conosciuta col nome di “indivia” viene spesso confusa con la scarola, una pianta appartenente alla famiglia delle Astaraceae. Il suo nome scientifico è Cichorium endivia e proveniva originariamente dalle aree orientali del bacino del Mediterraneo.

Origini e storia dell'endivia

L'endivia cresceva principalmente nella regione del Turkenstain e del Caucaso. Questa varietà di piante era conosciuta già a partire dal II secolo d.C. in Grecia: Galeno, ad esempio, la conosceva come “intybos” e la raccomandava come farmaco. Già la medicina popolare, infatti, aveva presente i benefici che la pianta poteva arrecare all'organismo e i disturbi che poteva alleviare e curare.

Proprietà nutritive e benefici dell'endivia

Sin dall'antichità, dunque, l'endivia era particolarmente apprezzata per alcune sue proprietà benefiche. Le foglie della pianta, infatti, venivano utilizzate per realizzare un infuso. Tale infuso per prima cosa risulta essere un potente tonico, in secondo luogo è anche un efficace diuretico e possiede proprietà depuranti, dal momento che la pianta è composta per oltre il 90% di acqua.
Inoltre gli venivano riconosciute proprietà lassative e antipiretiche. L'infuso in effetti stimola l'intestino e aiuta a regolarizzare la sua attività, inoltre se assunto quando si ha la febbre alta aiuta ad abbassare la temperatura. Per quanto riguarda, invece, le sue proprietà nutritive essa rappresenta un alimento ipocalorico e dietetico. Inoltre le foglie della pianta sono ricchissime di alcune vitamine importantissime per la salute dell'uomo. Si annovera infatti una preponderanza di vitamina A, vitamina C, vitamina B e anche vitamina K. Ma l'endivia non è benefica solo perché contiene moltissime vitamine, essa rappresenta anche un alimento completo e sano soprattutto perché è composto in larga misura di sali minerali, calcio, potassio.
Inoltre si segnala anche la presenza, più ridotta di ferro e soprattutto fibre, che aiutano il transito intestinale. Dulcis in fundo, la pianta è al contrario povera di minerali dannosi come il sodio che è presente in piccole percentuali.

Utilizzo dell'endivia in cucina

L'endivia ha una consistenza croccante e viene utilizzata con successo in cucina dal momento che tende ad assumere il sapore dei cibi con cui entra in contatto. Si tratta quindi di un ottimo aromatizzante e viene utilizzato generalmente per la realizzazione di contorni.
Uno dei piatti a base di endivia più conosciuto e apprezzato è l'indivia belga gratinata. Gli ingredienti per realizzare questo gustosissimo contorno sono basilari. Per prima cosa bisogna procurarsi quattro o sei cespi di endivia belga, un panetto di burro o anche due in base alla quantità che riterrete opportuno utilizzare, del formaggio grattugiato, sale e pepe. Anche la preparazione del contorno è davvero semplice e veloce. Per prima cosa è necessario lavare e pulire ben bene l'endivia. Una volta che l'avete lavata e asciugata è necessario tagliarle a metà, e disporle nella teglia col burro. A questo punto lasciate cuocere la vostra pianta a fuoco lento dopo averla spolverata con sale e pepe. Bisogna fare attenzione che l'endivia cuocia senza afflosciarsi e rimanendo croccante. Proprio per questa ragione se lo ritenete necessario durante la cottura potete bagnarla con un po' d'acqua. Alla fine della cottura potete distribuire sull'endivia il formaggio grattugiato, e se volete rendere il piatto ancora più gustoso potete aggiungere anche del pane grattugiato e lasciarlo gratinare.

Curiosità

L'endivia è conosciuta anche per essere un ottimo surrogato del caffè. Forse i più giovani ignoreranno questo utilizzo della pianta, ma i più anziani ricordano ancora il sapore amaro della bevanda che ricavavano dalla sua bollitura. Pare che per la prima volta la pianta sia stata utilizzata in questo modo nel diciassettesimo secolo, su indicazione di un medico padovano che voleva sfruttarne le capacità fitoterapiche. Successivamente negli anni delle campagne napoleoniche, a seguito dell'embargo, molti ripresero a usarla al posto del caffè. Le radici abbrustolite della pianta, infatti, hanno un retrogusto caramellato e amaro che le rendono adatte a dar vita a un accettabile sostituto della caffeina. Successivamente la pratica fu replicata durante i razionamenti e la carenza di beni alimentari nei due conflitti mondiali.

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