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Finocchio

Nome botanico: Foeniculum vulgare

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Il finocchio offre ai professionisti del settore agricolo una buona resa produttiva in termini economici, anche perché oltre al consumo famigliare in cucina entra nella preparazione di liquori, prodotti medicinali, tisane, integratori alimentari, ed è utilizzato anche in panetteria e pasticceria. Anche in un orto però, e nonostante sia un ortaggio che richiede qualche cura in più rispetto ad altri, chi apprezza il suo aroma simile a quello dell'anice e la molteplicità di impieghi a cui si può destinare, può ricavarne molte soddisfazioni.

Origini e storia

Noto da sempre nel Mediterraneo per il suo particolare e delicato aroma e gusto, sembra che la coltivazione della varietà che comunemente ora impieghiamo sia iniziata però solo nel Rinascimento.
Originario delle zone costiere del Mediterraneo, è diffuso in tutta Europa ma preferisce climi temperati, anche se in realtà è una pianta dalla notevole resistenza ai climi caldi. Carlo Magno lo cita nel suo capitolare "De villis" - una serie di disposizioni riguardanti agricoltura e allevamento - come uno degli ortaggi di cui si raccomanda la coltivazione come erbaggio e condimento.
Nell'antica Grecia era associato alla chiaroveggenza, mentre per i Romani era il simbolo di Bacco.

Proprietà nutritive e benefici del Finocchio

Ricco di anetolo, un elemento che gli dà il caratteristico aroma di anice, il finocchio contiene inoltre molte vitamine del gruppo B, vitamina C, calcio, magnesio, fosforo, potassio e molte fibre, con una bassa quantità di calorie (circa 30 per 100 grammi) e una percentuale d'acqua a sua volta piuttosto elevata.
Oltre che essere consigliato nelle diete con poco sodio, l'anetolo e gli altri oli essenziali rendono questo ortaggio prezioso per la digestione, la diuresi e contro l'alitosi - i semi e le tisane a base di finocchio sono conosciuti e usati fin dall'antichità per queste proprietà.
È anche efficace nel trattare l'aerofagia, per aiutare contro la sindrome del colon irritabile e per le sue proprietà digestive.

Utilizzo del Finocchio in cucina

Tutte le parti della pianta sono commestibili e utilizzate. In Francia si usa tradizionalmente come uno degli ingredienti del pastis, bevanda lattiginosa da allungare con acqua, dal forte aroma di anice.
Molto amato in fitoterapia per le sue numerosissime proprietà, si trova utilizzato in preparati per tisane, mentre i semi si possono masticare a fine pasto come gradevole digestivo o macinare e usare in polvere per aromatizzare vari piatti. Consumato sia crudo sia cotto, ha un gusto delicato che si armonizza quasi con ogni ingrediente. Si può ad esempio semplicemente impiegare crudo nel pinzimonio, oppure farne la base per una frittata molto leggera fatta con soli albumi.
È usato nella bouillabaisse, la zuppa tipica francese di pesci e crostacei, e senza dubbio si sposa particolarmente bene con i piatti di pesce. Se ne può realizzare una quiche, con una base di pasta fillo su cui disporre alcuni spicchi fatti prima appassire con poca acqua e vino bianco, aromatizzati con qualche bacca di ginepro e a cui aggiungere filetti di pesce al prezzemolo.
Oppure lo si può usare in un centrifugato preparato anche con mela verde, scorze di lime e zenzero. Pezzetti di finocchio appena saltato possono creare un primo piatto dal gusto e dalla fragranza molto particolari, specie se impiegati su della pasta al grano saraceno e aggiungendo dei pomodorini.

Curiosità

Appartiene alla stessa famiglia della carota, a cui la pianta è piuttosto somigliante; le infiorescenze a ombrello del finocchio sono gialle e non bianche, mentre il colore candido del cosiddetto grumolo - l'ingrossamento della guaina fogliare che consumiamo - si deve al rincalzamento dello stesso, che deve essere ripetuto e curato specie all'avvicinarsi del momento della raccolta.
Quest'ultima si effettua dopo appena 3 mesi dalla semina, permettendo virtualmente il raccolto anche in orto per gran parte dell'anno, anche se in realtà i mesi migliori vanno da agosto a novembre.
Pianta molto rustica, sopporta bene la siccità e si consiglia di associarla a menta e salvia per proteggere i cavoli da alcuni lepidotteri. É meglio invece evitare la coltivazione accanto ad altre ombrellifere o ai pomodori, con cui sarebbe in competizione per lo spazio e i nutrienti, mentre non ci sono problemi con i porri, alcuni tipi di sedano e il sedano-rapa.