Elaborazione della richiesta in corso. Si prega di attendere.

Carrello

Il carrello è vuoto

Totale

€ 0,00
Vai allo Shop Online

Valeriana

Nome botanico: Valerianella locusta

Sono presenti 2 prodotti relativi alla voce Valeriana.

La valeriana comune è la pianta più conosciuta della famiglia delle Valerianacee, al cui interno sono comprese oltre 150 specie. Il suo nome scientifico è Valeriana officinalis, termine che sta indicare la sua rilevanza come pianta medicinale.

Origini e storia

Originaria dell'Europa, si trova anche in alcune regioni del Sud America tropicale e del Nord America. La valeriana, che può raggiungere anche i 180 centimetri di altezza, è ricoperta da numerosi fiorellini bianchi o rosati, riuniti in corimbi. Cresce un po' dappertutto fino a 1400 metri di altezza nei luoghi umidi dei boschi e nei prati esposti all'ombra; fiorisce tra aprile e giugno ed è chiamata anche erba gatta: infatti il suo profumo attrae i felini. Per questo è raro che venga usata come pianta decorativa nei giardini.
È perenne e si caratterizza per avere un fusto eretto con scanalature, foglie verde intenso composte (formate da un numero di foglioline variabile tra 11 e 19) e radici dall'odore particolare. Una volta che l'impollinazione è stata portata a termine dagli insetti, a luglio compaiono i frutti della valeriana: si tratta di un achenio dalla superficie striata e che presenta strane setole piumose: queste ultime sono un residuo dei piccoli denti del fiore a calice.

Proprietà nutritive e benefici della Valeriana

Con le sue foglie si prepara una tisana con effetti sedativi, particolarmente indicata se si è nervosi, irritati oppure tesi. Infatti tutte le varietà della valeriana hanno proprietà medicinali in quanto contengono flavonoidi ed alcaloidi: tra i primi sono importanti la 6-metilapigenina, la linarina, e l'esperidina, mentre tra i secondi non si possono dimenticare la valerina (sostanza presente solo in questa famiglia), la catinina, l'actinidina e l'alfa-pirrilchetone.
Inoltre la pianta ha un alto contenuto di olii essenziali, legati all'acido valerenico, all'acido valerianico, al valerenolo e agli iridoidi, cioè composti diterpenici.
Anche le radici hanno proprietà calmanti e sedative, che favoriscono un sonno tranquillo. In pratica gli olii essenziali inibiscono l'enzima animale per la degradazione metabolica del GABA: in questo modo inducono il sonno nell'uomo. Anche alcuni alcaloidi hanno questa funzione, oltre a ridurre la pressione arteriosa e gli spasmi a livello intestinale. È comunque consigliato di non somministrare la valeriana a donne che allattano, in gravidanza e a bambini con meno di 6 anni.

Utilizzi della Valeriana in cucina

Vi sono tanti modi diversi per utilizzare la valeriana: quello più comune prevede la realizzazione di un infuso. Per prepararlo bisogna diluire in una tazza di acqua bollente un cucchiaino di radice di valeriana (circa 2-3 grammi per 150-200 ml) e lo si assume circa mezz'ora prima di coricarsi. Dato che la radice di valeriana ha un sapore particolare, si può migliorare il gusto dell'infuso usando un mix di piante. Nel caso che si usasse la tintura madre di valeriana, si consiglia di diluire in una tazza d'acqua mezzo cucchiaino o un cucchiaino intero di estratto a seconda del proprio livello di insonnia: in pratica il dosaggio varia dalle 15 alle 30 gocce. Anche in questo caso si assume il preparato 30 minuti prima andare a letto.
La valeriana può avere anche un uso esterno, cioè come olio essenziale per il bagno, ma può essere impiegata sotto forma di succo fresco o di insalata.
Ad esempio può essere servita insieme ad arance tagliate a pezzetti, pinoli tostati leggermente e formaggio fresco caprino: si tratta di una ricetta che si può consumare sia come antipasto o secondo leggero oppure come piatto unico per un pranzo estivo. In alternativa la si può servire con barbabietole rosse oppure con noci e uva sultanina o sotto forma di vellutata.

Curiosità

Il nome valeriana deriva dal latino "valere", parola che significa "rigoglioso, forte", ma anche "stare bene", in riferimento alle sue capacità distensive. Già nell'antichità molti medici e studiosi la raccomandavano come pianta medicinale: per Dioscoride era un antidoto contro i veleni e un diuretico, mentre secondo Galeno era un ottimo decongestionante.
Infine nel suo trattato Plinio indicava la valeriana come analgesico. A causa dei suoi effetti calmanti e perchè facilmente reperibile, la valeriana fu usata in maniera estremamente diffusa durante la Prima Guerra Mondiale per combattere gli effetti dell'esaurimento nervoso di cui soffrivano i soldati a seguito della lunga permanenza nelle trincee e dei bombardamenti.